La nuova torre accanto a Gioia 22 è Gioia 20, ma il nome ufficiale dell'intero complesso è "I Portali". In realtà si tratta di due edifici, la Torre Est e la Torre Ovest, collocati sui due lati dell'area e pensati come una nuova porta d'ingresso a Porta Nuova.
| Caratteristica | Torre Est | Torre Ovest |
|---|---|---|
| Altezza architettonica dichiarata | 98 m | 64 m |
| Altezza complessiva (altre fonti) | circa 104 m | circa 67 m |
| Piani fuori terra | 24 | 14 |
| Piani interrati | 4 | 3 |
| Funzione principale | Uffici, nuova sede KPMG | Uffici e spazi commerciali |
| Architetti | ACPV Architects | ACPV Architects |
| Sviluppatore | COIMA SGR | COIMA SGR |
La differenza tra 98 e 104 metri non è necessariamente un errore: i 98 metri sembrano riferirsi all'altezza architettonica principale, mentre i circa 104 metri comprenderebbero coperture e volumi tecnici. Lo stesso vale per la torre minore, indicata ufficialmente come 64 metri ma talvolta misurata intorno ai 67.
Dove si trova
Il complesso sorge lungo via Melchiorre Gioia, tra via Pirelli e via Sassetti, davanti alla "Scheggia di vetro" Gioia 22 e a poca distanza dalla Biblioteca degli Alberi.
La posizione non è casuale: le due torri formano visivamente una sorta di portale urbano, da cui deriva il nome "I Portali". Arrivando da nord, segnano l'ingresso nel nuovo distretto di Porta Nuova.
Sono parte del più ampio masterplan Porta Nuova Gioia, che comprende anche Gioia 22, Pirelli 35, Pirelli 32, il futuro intervento di Pirelli 39 e nuovi collegamenti pedonali e ciclabili verso BAM e la Stazione Centrale.
Gli architetti
Il progetto è firmato da ACPV Architects, lo studio milanese fondato da Antonio Citterio e Patricia Viel. Citterio è conosciuto soprattutto per il design e per una concezione dell'architettura molto rigorosa, elegante e razionale. Patricia Viel segue in particolare l'impostazione architettonica e urbana dei grandi progetti dello studio.
Qui hanno scelto una strada molto diversa dalla spettacolarità inclinata e affilata di Gioia 22: Gioia 20 appare più severa, geometrica e monumentale, quasi un'enorme griglia tridimensionale.
La forma architettonica
La Torre Est è composta da due volumi verticali affiancati, leggermente differenti per altezza e proporzioni. La Torre Ovest riprende la stessa idea, ma adattandola a un lotto più piccolo e irregolare.
I volumi sono orientati in modo da creare:
- aperture verso gli spazi pubblici;
- una relazione visiva con Gioia 22;
- una nuova piazza urbana protetta;
- continuità tra BAM, via Gioia e l'area della Stazione Centrale.
La facciata è scandita da un reticolo molto regolare, con elementi verticali distanziati mediamente di circa quattro metri. Questa trama rende leggibile all'esterno il ritmo della struttura.
L'impressione cambia parecchio secondo il punto di osservazione: frontalmente appare compatta e massiccia, mentre in prospettiva la griglia e le superfici vetrate la rendono molto più profonda e luminosa.
Materiali e struttura
La struttura portante è realizzata principalmente in:
- calcestruzzo armato;
- elementi secondari in carpenteria d'acciaio;
- nuclei centrali in cemento armato per ascensori, scale, irrigidimento e resistenza al vento;
- solai in calcestruzzo armato post-teso, spessi circa 30 centimetri.
Nella Torre Est i due nuclei strutturali sono collegati e salgono fino alla copertura. Nella Torre Ovest sono separati: uno serve il corpo più basso, mentre il principale raggiunge la sommità.
La facciata utilizza invece:
- grandi superfici in vetro;
- moduli opachi;
- telai in alluminio a taglio termico;
- isolamento in lana minerale;
- vetri con cellule fotovoltaiche integrate;
- giunti e sigillature strutturali.
All'interno sono previsti pavimenti sopraelevati modulari con anima in solfato di calcio, studiati per facilitare il passaggio e la futura riconfigurazione degli impianti. Nelle aree hospitality sono previsti anche grandi pannelli con finitura in gres.
La facciata fotovoltaica
È probabilmente l'elemento più interessante dell'intero progetto. I pannelli solari non sono semplicemente appoggiati sul tetto: sono integrati direttamente nella facciata e fanno parte del linguaggio architettonico dell'edificio.
I numeri dichiarati da ACPV sono notevoli:
- oltre 2.000 pannelli fotovoltaici;
- circa 235.000 celle solari;
- produzione prevista superiore a 850.000 kWh all'anno.
Le celle sono inserite nello strato interno dei pannelli e sigillate direttamente nei telai di alluminio. In questo modo la facciata svolge contemporaneamente diverse funzioni: protegge l'edificio, filtra la luce, contribuisce all'isolamento, produce elettricità e definisce l'identità visiva della torre.
Da vicino, le celle e le connessioni metalliche dovrebbero essere visibili come parte della trama del vetro: fotograficamente potrebbe essere uno degli aspetti più belli da cercare.
Energia e sostenibilità
Il progetto è stato concepito senza ricorrere ai combustibili fossili durante il normale funzionamento. Le soluzioni previste comprendono:
- energia solare prodotta dalla facciata;
- utilizzo dell'acqua di falda per preriscaldare e preraffreddare l'edificio;
- pompe di calore;
- sistemi intelligenti di gestione dell'energia;
- monitoraggio ambientale interno;
- controllo automatizzato dell'illuminazione;
- riduzione dei consumi idrici ed energetici superiore al 60%;
- oltre il 65% del fabbisogno energetico annuale coperto da fonti rinnovabili.
L'obiettivo dichiarato è allineare le emissioni operative agli standard europei previsti per il 2050. Le certificazioni previste o perseguite sono LEED Platinum, per sostenibilità ed efficienza ambientale; WELL Gold, per salute, comfort e benessere delle persone; WiredScore Platinum, per connettività e infrastruttura digitale.
Cosa ospiterà
La Torre Est diventerà la nuova sede milanese di KPMG e dovrebbe accogliere fino a circa 3.500 professionisti. La distribuzione prevista comprende:
- uffici dal secondo al ventesimo livello;
- spazi flessibili ed espositivi al piano terra;
- aree ricreative e polifunzionali;
- un ristorante con grande terrazza esterna attrezzata intorno al quindicesimo piano;
- locali tecnici nei livelli superiori.
La Torre Ovest avrà prevalentemente uffici, mentre al piano terra, lungo via Melchiorre Gioia, sono programmati spazi commerciali e funzioni aperte alla città.
La curiosità più tecnologica: gli ascensori Twin
I Portali introducono in Italia il sistema di ascensori Twin. In un unico vano ascensore si muovono due cabine indipendenti, una sopra l'altra, controllate da un sistema che ne coordina gli spostamenti evitando interferenze.
I vantaggi sono:
- maggiore capacità di trasporto;
- tempi d'attesa inferiori;
- meno vani ascensore necessari;
- più superficie interna disponibile per gli uffici;
- struttura centrale più compatta.
Non si tratta quindi di un normale ascensore a due piani collegati: le due cabine possono muoversi autonomamente nello stesso vano.
Spazi pubblici e verde
Il progetto non riguarda soltanto le torri. Intorno agli edifici è previsto un sistema di spazi pedonali, aree verdi, pavimentazioni e collegamenti ciclabili. Il masterplan più ampio prevede circa 20.000 metri quadrati di nuovi percorsi ciclopedonali e spazi pubblici, collegati al sistema di Porta Nuova e alla Biblioteca degli Alberi.
L'obiettivo urbano è ricucire un'area storicamente frammentata da grandi strade, lotti direzionali e infrastrutture, creando continuità tra Porta Nuova, BAM, via Melchiorre Gioia, via Pirelli, la Stazione Centrale e il futuro sviluppo verso Scalo Farini. Il paesaggio è curato da LAND, lo studio di Andreas Kipar.
📸 Curiosità
- Il nome "I Portali" deriva dalla posizione e dalla composizione delle due torri: insieme costruiscono una porta simbolica verso Porta Nuova.
- Il complesso non va confuso con Gioia 22, progettata dallo studio americano Pelli Clarke & Partners e alta circa 120 metri.
- Gioia 20 è volutamente meno "scultorea" di Gioia 22: il contrasto fra la scheggia inclinata e la griglia ortogonale crea un dialogo molto netto.
- La Torre Est è alta circa quanto la Torre Solaria fino ai suoi livelli intermedi, ma appare più larga e compatta.
- Il progetto ha ricevuto il THE PLAN Real Estate Award 2024.
- Il cantiere è stato sviluppato con progettazione e coordinamento in ambiente BIM.
- L'intero complesso dichiara circa 75.000 metri quadrati di superficie lorda, su un lotto compatto di circa 4.200 metri quadrati.
- Le facciate alternano parti trasparenti e opache: non è solo una scelta estetica, ma serve a controllare irraggiamento, comfort interno e produzione energetica.
- Quando sarà pienamente operativo, il complesso funzionerà quasi come una piccola città verticale: uffici, ristorante, terrazze, servizi, commercio, spazi pubblici e collegamenti digitali.
Gioia 20 è una centrale energetica travestita da architettura: due torri severe e razionali, capaci di trasformare la propria facciata in una macchina per produrre energia e segnare il nuovo ingresso settentrionale di Porta Nuova.