Velodromo Vigorelli

28 luglio 2020, fa un caldo atroce, il cellulare mi informa che ci sono 33 gradi ma se ne percepiscono 37. Sono uscito tardi, tentando di arginare le temperature torride che da qualche giorno hanno avvolto Milano. Inforco il mio monopattino, direzione Vigorelli. L’impianto sportivo si trova in quella che una volta era la “Zona Fiera”, nato per il ciclismo su pista, chiuso e riaperto più volte, ora viene utilizzato per il football americano. L’attuale dimensione moderna è resa ancora più magica dalle tre torri di City Life che si stagliano dietro di lui, impensabili all’epoca delle corse di Francesco Moser. Mi piacciono queste suggestioni, i contrasti di una città in movimento che offre prospettive trasversali e sa mettere gli accenti sulle sue contraddizioni, elevandole a pregi.

Questa parte della città è cambiata parecchio, prendo una curva in velocità senza dimenticare la giusta cautela e arrivo. Sono felice: devo fotografare un monumento storico che ha saputo rinnovarsi, un vero emblema dello spirito più autentico dei milanesi. Appoggio i piedi sul prato verde e soffice, guardo le gradinate e mi impegno a trovare i punti perfetti per imprigionare l’anima sportiva del luogo. Voglio produrre delle immagini che possano restituire il gusto della competizione, farla vivere anche nel vuoto degli spalti privi di pubblico. Mi fermo, manca poco all’ora blu. Il cielo ancora una volta è il mio alleato migliore, fa il suo lavoro senza soste e mi regala la cornice ideale per ciò che ho in mente: colori netti, decisi, privi di indugi, come un ciclista in piedi sui pedali o un giocatore di football che placca l’avversario nell’attimo decisivo della gara. Tenacia e sudore. Le poche finestre accese a quest’ora delle tre torri sono occhi curiosi che si affacciano bianchi e gialli sul velodromo. Nuvole di rincorsa. Le righe per terra, che delimitano il campo di gioco dei Rhinos, creano geometrie perfette che percorro cercando angoli strategici per gli scatti.

Sono anch’io un atleta: ho la stessa ansia per il fischio d’inizio e non perdo mai la voglia di partecipare.

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