Bosco Verticale al Tramonto

Bosco Verticale al tramontoDa qualche anno la casa per alberi che ospita anche umani e volatili, come è stato definito il Bosco Verticale da Stefano Boeri, l’architetto che l’ha progettato, ha affiancato il Duomo come simbolo cittadino.

Si tratta di due edifici decisamente green con appartamenti di lusso, avvolti da alberi di varie specie, coccolati da giardinieri dedicati; affidarsi al pollice verde dei proprietari potrebbe non garantirne la duratura bellezza che meritano. Penso alla mia felce agonizzante e sorrido mentre scendo dal monopattino e mi pregusto la vista che avrò dal 25°piano. Salgo, ho la fortuna di entrare in un’unità abitativa che ha una vista a 360° sulla città. Come spesso accade per queste mie scorribande fotografiche in altezza, ho scelto il momento del tramonto. Il cielo è un barattolo di vernice arancione a cui un bambino dispettoso ha dato un calcio, rivelando inaspettate doti artistiche. Un bimbetto discolo e piromane che incendia la città e il mio cuore pulsante di scatti. Posso spaziare tra il Cimitero Monumentale, Porta Garibaldi, fino ad arrivare con lo sguardo a City Life. Sotto di me il moderno quartiere Porta Nuova saluta il rincasare dei milanesi nelle sere di giugno, che sono le più luminose e lunghe. Milano a giugno è una donna che promette e non mantiene: già dal giorno 22 si allungherà la notte, tuttavia non puoi non amarla, perché è così ovunque ma qui la sua bellezza è talmente sfolgorante e crudele da spegnere qualsiasi paragone. Aspetto. Inquadro mentre l’ora blu getta il suo inutile mantello sopra di me, non è necessario coprirsi le braccia, è ancora caldo; ma è struggente passare dai toni caldi a quelli crepuscolari. Questi palazzi dall’illuminazione tanto particolare risaltano nelle penombre di un cielo blu intenso.

Lo Skyline esplode e mi restituisce la quiete di un giorno alla fine, in un luogo che i milanesi hanno saputo inventare, conservando in qualche modo lo svago del luna park che sorgeva qui, decenni fa. Malinconia e divertimento, emozioni speculari di una Milano straordinaria.

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